I trigger point miofasciali

trigger points

Cos'é un trigger point miofasciale?

Riportando la definizione degli autori dell'opera "DOLORE MUSCOLARE ‐ diagnosi & terapia ‐ punti trigger ", della Dott.ssa Janet Travell e del Dott.David G.Simons:

"Un punto trigger (PT) miofasciale è una zona iperirritabile all'interno di una bandelletta contratta di un muscolo scheletrico, localizzata nel tessuto muscolare e/o nella sua fascia. La zona è dolorosa alla compressione e può evocare un caratteristico dolore proiettato a distanza".

trigger1.pngE ancora: "Classifichiamo i PT  miofasciali come attivi e come latenti. Un PT attivo causa il dolore del paziente.Un PT latente è clinicamente silente dal punto di vista del dolore, ma può causare limitazione del movimento e debolezza del muscolo colpito. Un PT latente può persistere per anni dopo un apparente guarigione dal trauma; predispone ad attacchi acuti di dolore in quanto stiramenti, anche di minore importanza, uso eccessivo e raffreddamento del muscolo, possono essere sufficienti a riattivarlo".

Dopo questa dettagliata ed esauriente spiegazione data dagli autori su cosa sono i PT miofasciali sarà più chiaro ed evidente il motivo del perché sia importante parlarne. Spesso nella mia pratica quotidiana, mi trovo a trattare pazienti con PT attivi, presenti in vari distretti muscolari come principali responsabili dei dolori muscolari spesso irradiati a distanza, che li affliggono.

Questo tipo di disfunzione è spesso causata e attivata da sovraccarichi importanti (es. sollevamento di un oggetto molto pesante) o più lievi ma ripetuti (es. pulizie  di scaffali, vetri, tapparelle, ecc.), da esposizione al freddo, da traumatismo diretto o indiretto, da atteggiamenti posturali scorretti, dalla richiesta di prestazioni muscolari eccessive o dalla concomitanza di due o più di questi fattori.

Nella mia esperienza, noto spesso che questo tipo di disfunzione, credo a causa della sua manifestazione di dolore irradiato apparentemente bizzarro, venga diagnosticata in modo erroneo, come spiega sempre la Dott.ssa J. Travell nella sua opera:

"L'incapacità di riconoscere i segni e i sintomi dei PT miofasciali, e la presenza di normali reperti radiologici e di laboratorio, inducono molti medici a concludere erroneamente che non c'è alcuna base organica per i sintomi del paziente e che tali sintomi perciò debbano essere psicogeni".

Proseguendo: "Il mal di schiena miofasciale è un'importante e non riconosciuta causa di disabilità lavorativa".

Credo quindi sia sempre importante valutare le problematiche dolorose sia da un punto di vista articolare che neurologico, non dimenticando mai che molto spesso la componente muscolare è la "protagonista" principale dei dolori che percepiamo.

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